mercoledì 20 giugno 2012

Le professioni del Turismo in Toscana


Il Turismo è un fenomeno complesso e sfaccettato la cui analisi non può prescindere dai riferimenti normativi che ci arrivano dalla Comunità Europea. 
E' necessario citare il Trattato di Maastricht del 1992 che, riconoscendo come politica comunitaria anche la protezione dei consumatori e lo sviluppo delle reti trans-europee (trasporti, comunicazioni, energia) quale simbolo della libera circolazione, introduce il principio di sussidiarietà. Esso, prima ancora che un principio organizzativo del potere, è un principio antropologico che esprime una concezione globale dell'uomo e della società, in virtù del quale il fulcro dell'ordinamento giuridico è la persona umana, intesa sia come individuo che come legame relazionale.
A livello di organizzazione del potere, quindi, le funzioni vengono attribuite al livello ‘più basso’ di governo e l'Unione (il livello più alto) interviene solo laddove l'azione dei singoli Stati non sia sufficiente al raggiungimento dell'obiettivo: tale principio viene definitivamente ratificato in Italia con la modifica del Titolo V della seconda parte della Costituzione (2001)
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martedì 19 giugno 2012

"diaccio marmato"

"diaccio marmato": questa espressione mi ha sempre fatto un po' ridere, ma trovo che sia fortemente evocativa del freddo nella sua essenza rappresentata dal marmo. In qualche modo si collega agli apparati tombali, metafora del freddo eterno, o alle nostre chiese in cui gli spessi muri rivestiti di marmo impediscono al caldo di entrare.. comunque sia, il marmo è sinonimo di freddo anche se ho ben impresso nella mente il ricordo del riverbero abbacinante della Piazza di Colonnata in una giornata d'estate, a mezzogiorno.. ci si poteva rosolare in quella piazza!
Marmo sinonimo di freddo, ma anche di durezza e tenacia e di quella aspra lotta che Michelangelo condusse con la pietra per piegarla alla propria idea di bellezza o di interiore tragedia come nella Pietà Rondanini di fronte alla quale è impossibile non commuoversi pensando al comune destino dell'artista e dell'Uomo.
Intere montagne sono state sventrate per ricavare marmo e, lasciando da parte le considerazioni sull'impatto ambientale e sulle condizioni dei lavoratori nelle cave, chi avesse voglia di capire qualcosa in più del legame viscerale tra questa pietra e il territorio di Carrara, può visitare il Museo del Marmo.
La litoteca, come ci ha raccontato la guida interna, è la più fornita del mondo e c'è da perdersi tra le varietà esposte chiedendosi come sia possibile che una pietra possa essere così diversa e così infinitamente bella e fredda.
Il percorso museale si snoda attraverso bacheche con diorami e riproduzioni di attrezzature usate fin dai tempi dei Romani per estrarre il marmo (e il processo è cambiato poco nel tempo), pannelli con spiegazioni e fotografie delle cave e dei lavoratori. E i lavoratori delle cave li troveremo poi in una galleria al termine del percorso: dai pannelli ci raccontano brani della loro vita lavoratova, momenti belli e momenti tragici come quelli ritratti dal fotografo Enzo Cei nel suo libro "Cavatori"

Antonella Marcucci

lunedì 18 giugno 2012

Il Maestro si fermò anche a Villa Ginori

Villa Ginori sulle rive di Massaciuccoli
Alcuni barchini ormeggiati presso la Villa
Grazie alla stretta amicizia con i proprietari della dimora storica, il maestro Puccini amava rilassarsi anche su questa riva del lago Massaciuccoli. Immersa nella vegetazione locale e a pochi passi dall'oasi della Lipu, Villa Ginori offre un panorama diverso al turista che vuole scoprire il lago.
Il porticciolo di attracco dei barchini

Costruita dal Marchese Carlo Ginori-Lisci che era il proprietario della piana di Massaciuccoli dal 1887, la Villa, oggi dimora storica, era il centro di gestione di buona parte delle attività economiche della zona....prima fra tutte l'estrazione della torba con cui venivano realizzati i mattoni. Il maestro Puccini strinse un legame particolare con la residenza dei Ginori-Lisci visto che la villa era adiacente al suo capanno da caccia e i marchesi erano dei raffinatissimi intenditori di musica classica (si racconta che la figlia del Marchese si fosse innamorata di Puccini che ne fece la sua musa ispiratrice....).
Oggi la Villa ospita un B&B che ha mantenuto lo stile di un tempo grazie al restauro conservativo effettuato nel secolo scorso. Per contattare il B&B, scrivete a info@lapiaggetta.com.

Giuseppe Figliè e Sara Balugani

venerdì 15 giugno 2012

La piana


La piana Lucchese

La memoria della Piana Lucchese
 
a cura di Elena Toader, Elena Pietrasanta ed Annamaria Cioffi

             



" L’eco degli zoccoli "

Ricordare da dove veniamo per comprendere quello che siamo.

Seguiamo allora i passi fatti da famiglie contadine che si sono trasformate in aziende industriali facendo conoscere questa parte di Lucca in tutto il mondo.



                  


 Lo zoccolaio:



 

Lo zoccolo tipica calzatura dei contadini lucchesi, ricavata dalla lavorazione del pioppo verde ed intagliata a mano, è diventato nel tempo una delle più importanti attività della zona di  Segromigno in Piano.
Lo zoccolo, in principio intagliato grossolanamente a mano resistente e pratico, era la calzatura adatta alla dura vita dei campi.
 
A partire dagli anni 50 da calzatura agricola si trasforma divenendo tra gli anni 70 ed 80 un accessorio di moda.
 

La lavorazione, svolta durante le veglie all’interno delle tipiche case della campagna lucchese “case di corte “ , affiancava quella principale agricola.



Divenne poi la principale attività con un fiorire di piccole aziende familiari e poi industrie affermatesi sia  sul mercato Americano che Europeo.

Oggi queste aziende producono calzature di alta qualità anche per i marchi più importanti della calzatura italiana.

Le cascine e  i granai vennero trasformati in piccoli laboratori.
Lo zoccolo lavorato a mano con strumenti quali  “l’uncavino “ e lo “sfiossino” ed una panca a tre piedi e tanto “olio di gomito “ veniva chiamato “pianella”.

La prima lavorazione dello zoccolo partiva dal taglio del legno se ne ricavavano i ceppi che venivano lavorati dai “ ceppini” se ne ricavava il fondo a cui veniva appliata una  suola in gomma per non scivolare. Si passa poi alla lavorazione della tomaia in pelle e quindi all’assemblaggio, la sera si sentivano gli “spillini” spillare la tomaia al fondo; magari dopo aver fatto il turno di mattina in manifattura , alla cantoni o nelle cartiere.

http://www.gavorchio.it




Casa di corte :


Il tutto ruota attorno alla “corte”
Unica nel suo genere è la casa di corte è la tipica abitazione della campagna Lucchese. 
Sono unità abitative una attaccata  all’altra, il padre permetteva ai figli di costruire la propria abitazione appoggiandosi alla propria , sviluppandosi in altezza si può dire che sono iprecursori delle villette a schiera dei nostri tempi.



Veduta di Corte Pistelli degli anni 50   




Sul davanti della casa in genere si trova la stalla e il granaio con le tipiche “mandolate” (tutelate dalle belle arti) con in mezzo una ampia aia a comune che ospitava anche il pozzo ed il forno per il pane.
La vita di corte era affascinante  fatta di solidarietà ed aiuto reciproco sia per il lavoro che per l’educazione dei figli, in genere le corti erano abitate da gruppi appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Vita contadina nella piana lucchese:



La via Francigena: 



 


E una  strada storica che in epoca medievale costituiva il cammino principale attraverso il quale i pellegrini si recavano a Roma. La città di Lucca, che al traffico economico legato alla via Francigena doveva gran parte della propria ricchezza, era raggiungibile, provenendo dalla piana lucchese e determinò la costruzione, lungo il suo corso, di ospizi di accoglienza, borghi, monasteri e castelli che costituiscono esempi di architettura romanica.



mercoledì 13 giugno 2012

Una bella Resistenza

Lucca 7 giugno 2012, ore 8.45, i primi arrivi sono visibilmente condizionati dalle ore piccole fatte la sera prima con gli amici. Tanto domani andiamo in gita...Ricordi più o meno lontani quelli dell'ultima gita fatta con la scuola. Non c'è il preside, non ci sono i professori, o perlomeno quelli che interrogano, c'è però tanta voglia di stare insieme. Le battute si sprecano e il clima è quello giusto (a parte l'aria condizionata...).
Il tragitto è breve ma le ultime curve mettono a dura prova autista e stomaci..
Finalmente siamo arrivati.
Ad attenderci ci sono Giulia, la nostra guida, un bel giardino e un buon caffè. Non sappiamo ancora cosa ci sia dentro a quel semplice edificio che pian piano attira la nostra curiosità. 
Entriamo piano, in silenzio, come si fa nelle case degli altri, ma la prima impressione è subito diversa da quella di un museo tradizionale.
Gli uomini e le donne che compaiono sugli schermi hanno i volti delle nostre mamme, dei nostri padri, dei nostri nonni. Sono semplici, istintivi, alcuni più colti, altri meno, alcuni esperti nel parlare, altri incerti ma tutti veri. Uno dei periodi più bui della storia contemporanea ci passa davanti come fosse un romanzo in cui ogni personaggio recita il proprio ruolo. E' questa la forza della narrazione. Quella di tenerti attaccato alle parole, ai significati, alle espressioni, agli sguardi, ai silenzi. 
Poi all'uscita i primi commenti, le prime riflessioni, le prime valutazioni.
Sicuramente siamo usciti più stanchi ma anche più informati. Un museo così ti fa riflettere non ti abbandona subito al tuo destino. Te lo porti dentro per un po'.
Si riparte per Lucca, lo spirito ora è alto. Siamo contenti di quello che abbiamo visto. Di averlo visto insieme. Le battute accompagnano i tornanti veloci dell'autista. Ci si conosce sempre meglio, si prova il piacere di stare insieme, di parlare fuori dagli schemi rigidi dell'aula. Siamo contenti di averla fatta. Di essere andati in gita. Ci è servito per imparare quello che potremmo progettare nella nostra vita professionale, ma ci è servito anche  stare insieme e per starci bene.

Maurizio

domenica 10 giugno 2012

" Mia Madre" di Giovanni Pascoli


 "Mia Madre" di Giovanni Pascoli 





Zitti, coi cuori colmi,
ci allontanammo un poco.
Tra il nereggiar degli olmi
brillava il cielo in fuoco.
... Come fa presto sera,
o dolce madre, qui!
Vidi una massa buia
di là del biancospino:
vi ravvisai la thuia,
l'ippocastano, il pino...
... Or or la mattiniera
voce mandò il luì;
Tra i pigolìi dei nidi,
io vi sentii la voce
mia di fanciullo... E vidi,
nel crocevia, la croce.
... sonava a messa, ed era
l'alba del nostro dì:
E vidi la Madonna
dell'Acqua, erma e tranquilla,
con un fruscìo di gonna,
dentro, e l'odor di lilla.
... pregavo... E la preghiera
di mente già m'uscì!
Sospirò ella, piena
di non so che sgomento.
Io me le volsi: appena
vidi il tremor del mento.
... Come non è che sera,
madre, d'un solo dì?
Me la miravo accanto
esile sì, ma bella:
pallida sì, ma tanto
giovane! una sorella!
bionda così com'era
quando da noi partì.

OPERE PRINCIPALI DI GIOVANNI PASCOLI




                                     CRONOLOGIA

DELLA VITA DI GIOVANNI PASCOLI








Celebrare Giovanni Pascoli nel centenario della sua morte significa riflettere su un poeta che ha inciso profondamente sulla formazione culturale degli italiani, sulla storia del nostro Paese ed in particolare sulla Letteratura del '900...
 

http://www.fondazionepascoli.it/





Parte Prima:
Dalla nascita alla laurea e all'insegnamento liceale a Matera.
Parte Seconda:
Insegnamento al liceo di Massa e al liceo di Livorno; la vita con le sorelle Ida e Maria; le prime medaglie d'oro al Concorso di Poesia Latina di Amsterdam; nascita delle Myricae;ideazione delle antologie scolastiche Lyra Epos .
Parte Terza:
Matrimonio della sorella Ida; affitto della casa di Castelvecchio; Professore all'Università di Bologna; prima edizione di Epos e dei Poemetti, nascita del Fanciullino.
Parte Quarta:
Vita insieme a Maria; insegnamento universitario a Messina e a Pisa fino alla nomina a successore di Carducci nella cattedra bolognese di Letteratura Italiana; delle antologie Sul limitare e Fior da Fiore; edizione degli studi danteschi Sotto il velame e La mirabile visione; acquisto della casa di Castelvecchio; edizione presso l'editore Zanichelli dei volumi che raccolgono le sue poesie.
Parte Quinta:
Rapido peggioramento delle condizioni di salute fino alla morte per cirrosi epatica; edizione di Le Canzoni di re Enzio.
 
1855 - 1884 | 1884 - 1895 | 1895 - 1897 | 1898 - 1906 | 1906 - 1912




                
OPERE PRINCIPALI DI GIOVANNI PASCOLI



1.     Myricae, Livorno, R. Giusti, 1891. Nozze Gelmi-Marcovigi

2.     Myricae, Myricae, Livorno, R. Giusti, 1892

3. Veianius. Carmen Johannis Pascoli e Pago S. Mauri in certamine poetico Hoeufftiano praemio aureo ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1892

4. Phidyle. Carmen Johannis Pascoli Liburnensis in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1894

5. Laureolus. Carmen Johannis Pascoli Liburnensis in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1894

6. Lyra Romana. Ad uso delle scuole classiche, Livorno, R. Giusti, 1895

7. Castanea. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri civis Liburnensis in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1896

8. Cena in Caudiano Nervae. Carmen praemio aureo ornatum in certamine poetico Hoeufftiano. Accedunt duo poemata laudata, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1896

9. Poemetti, Firenze, R. Paggi, 1897

10. Epos, Livorno, R. Giusti, 1897

11. Iugurta. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri civis Liburnensis et Bargaei in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1897

12. Minerva Oscura. Prolegomeni: La costruzione morale di Dante, Livorno, R. Giusti, 1898

13 La Ginestra. Pace! L'era nuova. Il focolare, Milano - Palermo, R. Sandron, 1900

14. Sotto il Velame. Saggio di un'interpretazione generale del Poema Sacro, Messina, V. Muglia, 1900

15. Sul Limitare. Poesie e prose per la scuola italiana, Milano - Palermo, R. Sandron, 1900

16. Sul limitare. Poesie e prose per la scuola italiana, Palermo, R. Sandron, 1900

17. Fior da Fiore. Poesie e prose scelte, Palermo, R. Sandron, 1901

18. Centurio. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1902

19. La Mirabile visione. Abbozzo d'una storia della Divina Commedia, Messina, V. Muglia, 1902

20. Canti di Castelvecchio, Lucca, A. Marchi, 1903

21. In Or San Michele. Prolusione al Paradiso, Messina, V. Muglia, 1903

22. Miei pensieri di varia umanità, Messina, V. Muglia, 1903

23. Paedagogium. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri  in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1904

24. Poemi Conviviali, Bologna, N. Zanichelli, 1904

25. Primi Poemetti, Bologna, N. Zanichelli, 1905

26. Fanum Apollinis. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1905

27. Odi e Inni. MDCCCXVI - MDCCCCV, Bologna, N. Zanichelli, 1906

28. La Cunella, di Giovanni Pascoli, illustrata da tre acquarelli di Plinio Nomellini, «Il Giornalino della Domenica», 2 dic. 1906

29. Pensieri e Discorsi. MDCCCXCV - MCMVI, Bologna, N. Zanichelli, 1907

30. Rufius Crispinus. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti in certamine poetico Hoeufftiano praemio aureo ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1907

31. Ultima Linea. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1907

32. Le Canzoni di Re Enzio. La Canzone del Carroccio, Bologna, N. Zanichelli, 1908

33. Le canzoni di Re Enzio. La Canzone dell'Olifante, Bologna, N. Zanichelli, 1908

34. Le canzoni di Re Enzio. La Canzone del Paradiso, Bologna, N. Zanichelli, 1909

35. Ecloga XI sive Ovis Pecularis. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1909

36. Nuovi Poemetti, Bologna, N. Zanichelli, 1909

37. Pomponia Graecina. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri in certamine poetico Hoeufftiano praemio aureo ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1910

38. Fanum Vacunae. Carmen Johannis Pascoli ex Castro Sancti Mauri in certamine poetico Hoeufftiano magna laude ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1911

39. Hymnus in Romam. Anno ab Italia in libertatem vindicata quinquagesimo. Testo latino e tradizione italiana, Bononiae, N. Zanichelli, 1911

40. Hymnus in Taurinos. Testo latino e traduzione italiana, Bononiae, N. Zanichelli, 1911

41. La grande Proletaria si è mossa…. Discorso tenuto a Barga il 27 nov. 1911 “per i nostri morti e feriti”, Bologna, N. Zanichelli, 1911

42. Poemi Italici. Paulo Uccello. Rossini. Tolstoi, Bologna, Zanichelli, 1911

43. Thallusa. Carmen Johannis Pascoli dum corriguntur plagulae, eheu, nobis ademti in certamine poetico Hoeufftiano praemio aureo ornatum, Amstelodami, apud Io. Mullerum, 1912

44. Limpido rivo. Prose e poesie di Giovanni Pascoli, Bologna, N. Zanichelli, 1912
45. Poemi del Risorgimento, Bologna, N. Zanichelli, 1913

46. Traduzioni e Riduzioni. Raccolte e riordinate da Maria, Bologna, N. Zanichelli, 1913

47. Patria e Umanità, Bologna, N. Zanichelli, 1914

48. Poemi Italici e Canzoni di Re Enzio, Bologna, N. Zanichelli, 1914

49. Poesie varie. Raccolte da Maria, Bologna, N. Zanichelli, 1928

50. Prose di Giovanni Pascoli con una premessa di Augusto Vicinelli, Milano, A. Mondadori, 1946